giovedì 20 febbraio 2014

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Non dovevo soffermarmi, non dovevo pensarci. Mi freno dallo scriverti, un po' di giorni fa non ci sono riuscita. Ho provato a chiamarti. Numero occupato, che stupida cosa speravo? Io stessa ho bloccato le chiamate. Oggi avrei voluto dirti quanto ti amavo, quanto mi sentivo tranquilla e quanto ti consideravo forte. So che stai lottando, so che leggerai, so che sarai qui come lo sarò io a guardare questo schermo con il cuore che batte forte, con le mani che tremano e gli occhi che incominciano a non vederci più. A sentire il bruciore alla gola e l'unica voglia di correre via a perdifiato fino ad arrivare qui e buttarti tra le mie braccia. E invece sei qua solo, vuoto, freddo. Un corpo che cammina per inerzia, un'anima che si nasconde ed un cuore che batte per abitudine. A me manchi molto ed il cuore mi si ferma ogni volta, mi trema, mi uccide. Sto male, non posso scriverti perché ti farei solo peggio. Ed oggi abbiamo visto la vita è bella e mi sei venuto in mente tu quando mi chiamavi principessa, quando dicevi che avresti voluto fare l'amore con me per il resto dei tuoi giorni. E sto male e sto male...

mercoledì 5 febbraio 2014

Fatta a pezzi.

Neanche un giorno che ti conosco e già mi hai preso il cuore. Mi sento una di quelle ragazzine che vive il loro primo amore, il loro primo innamoramento. E' questo il problema, non sono innamorata. Sono stracotta, giuro. Mai provato una cosa del genere prima d'ora, è tutto il giorno che ti penso, che ci penso. A ieri intendo, è stata una serata perfetta e tremavo, ero ansiosa di non piacerti, di non riuscire a sentirti. E invece salgo in macchina ti giri e mi sorridi, ah il tuo sorriso. Mi fa sentire piccola, piccola.. Mi fa sciogliere e mi sento fragile, vulnerabile come se non sentissi più le gambe. E sorrido a malapena perché sono sicura che un sorriso più dolce del tuo non c'è. E poi mi parli, ah la tua voce. E' come se fossi cullata dal mare, dal vento, un vento caldo che mi rilassa. Allora hai cominciato a guidare e li io ti spiavo mentre scherzavi, come fai non lo so. Mi conosci da tre secondi e sembra che tu mi abbia parlato da un'intera vita. E' stato come se fosse tutto normale, come se fosse successo tante di quelle volte che abbiamo perso il conto. Ed era la prima volta, per tutto. La prima volta che ti ho guardato, la prima volta che ti ho parlato ed era come se fosse da sempre. E ti penso ancora, da quando sono scesa dalla tua macchina, da quando le tue labbra, le tue guance mi hanno sfiorata, da quando la tua mano si è appoggiata sul mio ginocchio sinistro, da quando il mio cuore ha incominciato a tremare. Quell'attimo, è stato perfetto. No, non era perfetto. E' durato troppo poco. Tu sei stato perfetto, sì perché non c'è nulla che ho biasimato, nella tua interezza tu riuscivi a prendermi tutta. Poi appena tornata mi arriva un messaggio: "Mi ha fatto piacere conoscerti" e da lì dopo pochi minuti da cui ci siamo lasciati abbiamo continuato a sentirci e forse spero anche a mancarci. Almeno per te, perché per me è bastato il chiudersi della portiera per voler tornare indietro altre mille volte.